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I DOCENTI IMPOSSIBILITATI A CAUSA DEL COVID HANNO DIRITTO A PROVE SUPPLETIVE, ANCHE PER IL TFA SOSTEGNO: NUOVA VITTORIA DELL’ AVV. BUONANNO

I DOCENTI IMPOSSIBILITATI A CAUSA DEL COVID HANNO DIRITTO ALLE PROVE SUPPLETIVE, ANCHE PER IL TFA SOSTEGNO: NUOVA VITTORIA AL TAR LAZIO DELL’AVV. GIUSEPPE BUONANNO.

Con Ordinanza del Tar Lazio Roma n. 137 del 13 gennaio 2021 è stata disposta l’ammissione con riserva di alcuni docenti, assistiti dall’Avv. Giuseppe Buonanno del Foro di Roma, alla prova scritta del TFA – Sostegno V° Ciclo – 2019/2020, i quali erano stati inizialmente esclusi essendo impossibilitati a partecipare in presenza alla prova a causa dell’emergenza sanitaria Covid (per visionare l’Ordinanza CLICCA QUI).

Come noto, il Ministero aveva assunto una posizione di irragionevole chiusura, secondo cui, nonostante la situazione di eccezionale gravità legata alla diffusione del Covid, che ha reso per molti impossibile partecipare di persona alle prove di concorsi o corsi di specializzazione, non sarebbe possibile riammettere tali soggetti in via suppletiva, nemmeno tramite la modalità telematica da remoto a distanza.

Tale posizione è stata sostenuta dal Ministero con particolare riguardo alle prove del Concorso Straordinario bandito con il DM n. 510/2020, ed è stata di fatto estesa ai corsi di specializzazione sul sostegno da parte delle Università competenti.

Orbene, tale preclusione è stata contrastata dal ricorso promosso dall’Avv. Buonanno a favore di alcuni docenti che nelle date fissate per la prova scritta del Tfa Sostegno non avevano potuto partecipare di persona in quanto ristretti nelle proprie abitazioni essendo sottoposti a quarantena obbligatoria e/o fiduciaria.

Le Amministrazioni resistenti, nonostante la documentazione sanitaria trasmessa dai docenti e i solleciti degli stessi per ottenere il rinvio e/o la fissazione di prove suppletive, non avevano dato seguito a tali richieste, escludendoli dalla procedura.

Il TAR, quindi, con la suddetta Ordinanza n. 137/2021, ha stabilito quanto segue: “ .. accoglie l’istanza cautelare e dispone l’effettuazione di prove suppletive nei termini che l’Amministrazione indicherà ai ricorrenti. ..”, visto che “ .. i ricorrenti non hanno potuto partecipare alla prova scritta per l’ammissione al V° TFA Sostegno in quanto sottoposti a misure sanitarie di prevenzione, la cui violazione configura una ipotesi di responsabilità penale ai sensi dell’art. 4, comma 6 del decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 (conv. in legge n. 35 del 2020); ..”, e “ .. ritenuto sussistente il pregiudizio irreparabile che i ricorrenti subirebbero nel non poter partecipare alla selezione prima che questa si concluda ..”.

I docenti possono, quindi, sostenere le prove scritte in via suppletiva conservando la possibilità di essere ammessi in via finale al corso o di risultare comunque idonei, tanto più tramite la diffusa modalità telematica a distanza, ormai autorizzata in via generale, anche per le sessioni ordinarie, dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Si tratta di un importante vittoria che consente di confermare un principio di diritto sacrosanto, per cui il candidato impossibilitato per eccezionali cause di forza maggiore a partecipare alle prove di una procedura pubblica, concorsuale o analoga, ha diritto alla riammissione una volta cessata la causa preclusiva, tramite la prosecuzione ad hoc delle sessioni ordinarie o la fissazione di apposite prove suppletive.

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RICORSI COVID

Visto l’orientamento favorevole, l’Avv. Buonanno si rende disponibile ad approntare le opportune azioni a tutela di docenti che hanno la medesima o similare problematica in esame.

Si invitano gli interessati a contattare l’Avv. Buonanno tramite Whatsapp al 3470934313, esponendo con messaggio - preferibilmente scritto (non audio) - la questione, a cui riceveranno risposta in tempi brevissimi.

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ULTERIORI RICORSI ATTIVI

Si rammenta che l’Avv. Buonanno ha di recente conseguito un ulteriore importante vittoria a favore dei docenti della classe A066, che sono stati riammessi nelle GPS e Graduatorie d’istituto da cui erano stati ingiustamente esclusi (per visionare l’articolo CLICCA QUI).

Pertanto, si segnala agli interessati che sono attivi i ricorsi sia per la categoria dei docenti A066, che per i docenti con 3 anni di servizio e 24 CFU, come di seguito:

RICORSI A066 TAR E GIUDICE DEL LAVORO PER INSERIMENTO IN II FASCIA GPS - ADESIONI: 30 GENNAIO 2021. CLICCA QUI

RICORSI GIUDICE DEL LAVORO E TAR PER INSERIMENTO IN I FASCIA GPS DOCENTI CON 3 ANNI DI SERVIZIO E 24 CFU - ADESIONI: 30 GENNAIO 2021. CLICCA QUI 

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legaledel sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

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I DOCENTI A066 VANNO INSERITI NELLE GPS E GRADUATORIE D’ISTITUTO, DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO: NUOVA IMPORTANTE VITTORIA DELL’AVV. GIUSEPPE BUONANNO

I DOCENTI A066 VANNO INSERITI NELLE GPS E GRADUATORIE D’ISTITUTO, DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO: NUOVA IMPORTANTE VITTORIA DELL’AVV. GIUSEPPE BUONANNO.

Con Decreto del Consiglio di Stato n. 7351 del 19 dicembre 2020 è stata disposta l’inclusione nelle GPS – Graduatorie Provinciali per le Supplenze di II Fascia e (contestualmente) nelle Graduatorie d’Istituto di III Fascia di vari docenti della classe A066 (Informatica - Trattamento testi) assistiti dall’Avv. Giuseppe Buonanno del Foro di Roma (per visionare il provvedimento CLICCA QUI).

I docenti in questione erano rimasti del tutto esclusi dalle GPS e dalle Graduatorie d’istituto, in occasione dell’aggiornamento estivo, per l’ingiusta ragione che non risultavano già inseriti nelle Graduatorie d’Istituto nel triennio precedente 2017/2020.

L’Avv. Buonanno, da tempo promotore di azioni a tutela dei docenti A066, ha attivato i ricorsi sia in sede amministrativa, sia presso il giudice del lavoro, per contestare l’evidente discriminazione generatasi all’interno di questa categoria, per cui i docenti A066 che erano già stati inseriti nelle graduatorie del precedente triennio hanno potuto riaggiornare la posizione nelle nuove GPS di II Fascia, senza nemmeno dover conseguire i 24 CFU, mentre i docenti che, pur avendo gli stessi titoli dei primi, non avevano occasionalmente fatto l’inserimento nel triennio precedente, restavano esclusi sia dalle GPS che dalle graduatorie d’istituto, come previsto dall’Ordinanza del Ministero dell’Istruzione n. 60/2020.

Dopo un primo esito cautelare negativo al TAR, a seguito di appello al Consiglio di Stato, i ricorrenti assistiti dall’Avv. Buonanno, che rientravano tra quelli esclusi dalle graduatorie, sono stati riammessi con il Decreto n. 7351 del 19.12.2020 (v. Decreto supra).

Possono, quindi, ottenere l’inserimento da parte dei competenti Uffici scolastici provinciali ed inserirsi nelle graduatorie e fasce sopra indicate nella classe A066 e/o in quelle affini e di confluenza B016 – A041, come previsto dal decreto del Consiglio di Stato.

E’ un importante vittoria che arriva in una fase abbastanza difficile per tale categoria, ingiustamente dimenticata dal Ministero, la quale vanta invece un ampissimo numero di appartenenti, si pensi ai soli titolari di diploma di ragioniere e perito commerciale, per cui è ora possibile sperare in un esito migliore della vicenda.

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RICORSI ATTIVI

Si segnala, quindi, agli interessati che sono attivi i ricorsi sia per la categoria dei docenti A066, che per i docenti con 3 anni di servizio e 24 cfu, come di seguito:

RICORSI A066 TAR E GIUDICE DEL LAVORO PER INSERIMENTO IN II FASCIA GPS - ADESIONI: 30 GENNAIO 2021. CLICCA QUI

RICORSI GIUDICE DEL LAVORO E TAR PER INSERIMENTO IN I FASCIA GPS DOCENTI CON 3 ANNI DI SERVIZIO E 24 CFU - ADESIONI: 30 GENNAIO 2021. CLICCA QUI 

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legaledel sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313                                                          

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RICORSO TAR ACCESSO PROVA SCRITTA TFA SOSTEGNO 2020: RICORRE CHI HA CONSEGUITO ALMENO 18/30 NEI TEST PRESELETTIVI

RICORSO TAR ACCESSO PROVA SCRITTA TFA SOSTEGNO 2020: RICORRE CHI HA CONSEGUITO ALMENO 18/30 NEI TEST PRESELETTIVI – ADESIONE: 30 NOVEMBRE 2020.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca, con il DM n. 95/2020, ha attivato il corso per il conseguimento del titolo di specializzazione sul sostegno per il 2020 (TFA Sostegno 2020).

L’accesso alle prove è stato preceduto dai test preselettivi, tenutisi di recente.

Numerosi partecipanti risultano esclusi dalla prova scritta in quanto si sono determinate soglie numeriche molto alte per il superamento dei test preselettivi, a causa dell’esiguo numero di posti disponibili e delle restrittive modalità di svolgimento dei test.

Pertanto, moltissimi partecipanti, pur avendo conseguito un punteggio pari o superiore alla soglia di sufficienza di 18/30, sono rimasti esclusi dalla prova scritta.

La recente giurisprudenza ha contestato tali limitazioni (v. Tar Lazio Roma, Sentenza n. 10061/2.10.2020; Tar Sicilia – Catania, Decreto n. 717/15.10.2020), ritenendo illegittimo fissare soglie numeriche (e/o di sbarramento) troppo elevate per il superamento dei test preselettivi, potendosi ammettere alla prova scritta i partecipanti che abbiano superato almeno il punteggio di sufficienza, nel caso di specie 18/30.

Possono, quindi, ricorrere al TAR coloro che hanno conseguito almeno 18/30 nei test preselettivi e sono rimasti esclusi dalla prova scritta in quanto la soglia di ammissione è stata più elevata.

La finalità del ricorso è di ottenere un provvedimento utile a rientrare nelle date delle prove scritte fissate (o fissande), o almeno in apposite sessioni suppletive.

Quindi possono aderire al presente ricorso:

- I CANDIDATI CHE CON QUALSIASI TITOLO HANNO PARTECIPATO ALLE PROVE PRESELETTIVE E NON SONO STATI AMMESSI ALLA PROVA SCRITTA PUR AVENDO CONSEGUITO UN PUNTEGGIO PARI O SUPERIORE A 18/30.

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- SEDE GIUDIZIALE

Il ricorso verrà presentato in forma collettiva al Tar Lazio Roma, competente in quanto vengono in rilievo censure di rilevanza nazionale.

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- TERMINE DI ADESIONE: 30 NOVEMBRE 2020

COMUNICAZIONE IMPORTANTE: SI AVVISANO GLI INTERESSATI AL RICORSO TFA SOSTEGNO PROVA SCRITTA 2020 CHE, PER RAGIONI DI URGENZA E DI NATURA PROCESSUALE, IL DEPOSITO DEL RICORSO E' IMMINENTE, PERTANTO IL TERMINE DI ADESIONE DEL 30 NOVEMBRE 2020 E' ULTIMATIVO E CHI E' INTERESSATO/A DEVE ADERIRE ENTRO E NON OLTRE IL 30 NOVEMBRE 2020.

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Per ottenere informazioni e aderire al ricorso procedi alternativamente a:

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2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

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3) inviare richiesta di informazioni tramite WhatsApp al numero: 3470934313

 

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RICORSI I FASCIA GPS CON 3 ANNI DI SERVIZIO E 24 CFU: SI RICORRE IN DOPPIA SEDE PER L’INSERIMENTO NELLA FASCIA PRIMARIA DELLE GRADUATORIE PER LE SUPPLENZE

RICORSI I FASCIA GPS CON 3 ANNI DI SERVIZIO E 24 CFU: SI RICORRE IN DOPPIA SEDE PER L’INSERIMENTO NELLA FASCIA PRIMARIA DELLE GRADUATORIE PER LE SUPPLENZE – ADESIONI: 30 GENNAIO 2021.

- TRE ANNI DI SERVIZIO

Il servizio triennale presso istituti scolastici statali ha avuto riconoscimenti rilevanti, come nelle ultime procedure concorsuali ed abilitative indette dal Ministero dell’Istruzione, che hanno previsto come titolo di ammissione proprio il servizio triennale.

Paradossalmente, però, il Ministero, anche nella recente Ordinanza n. 60/2020, continua a richiedere il titolo di abilitazione per accedere alla fascia primaria delle graduatorie per le supplenze, ossia la I Fascia delle nuove GPS(Graduatorie Provinciali per le Supplenze), che coincide con la II Fascia delle Graduatorie d’istituto.

Risulta evidente che escludere dalla I fascia i docenti con servizio triennale statale genera una disparità di trattamento tra situazioni analoghe: infatti, con il medesimo servizio triennale si accede a concorsi e procedure (prima) riservate agli abilitati, ma non si può accedere alla I fascia delle graduatorie per le supplenze.

Tali conclusioni hanno trovato conferma nell’orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (v. Sentenza Mascolo), condivisa dalla Corte Costituzionale nella Sentenza n. 187/2016.

In tale solco, il Consiglio di Stato, con la recente Sentenza n. 4167 del 30 Giugno 2020, ha espressamente affermato che: “ .. l’avere svolto attività didattica presso le scuole statali per oltre tre anni, è considerato titolo equiparabile alla abilitazione, secondo i principi enunciati nella sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 26 novembre 2014, nelle cause riunite C22/13, da C61/13 a C63/13 e C418/13 (cd. sentenza Mascolo). Del resto, un’identica equiparazione tra lo svolgimento di almeno tre annualità di servizio ed il titolo abilitativo è contenuta nell’art. 1, quinto comma, lett. a) del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito con legge 20 dicembre 2019, n. 159, ai fini dell’indizione di una procedura straordinaria finalizzata alla stabilizzazione di ventiquattromila docenti precari per concorso, cui potranno partecipare coloro che hanno svolto tra il 2008/09 ed il 2019/20 almeno tre annualità di servizio nelle scuole secondarie statali. ..”.

Pertanto, a livello normativo e giurisprudenziale, vi sono vari elementi che equiparano il servizio triennale statale all’abilitazione.

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- 24 CFU

Medesime conclusioni valgono per i laureati e diplomati in possesso dei 24 CFU, che hanno parimenti diritto ad accedere in I fascia GPS e (contestualmente) in II fascia di Graduatorie d’Istituto.

Infatti, dal complessivo quadro normativo, è possibile trarre previsioni che equiparano Laurea/Diploma con 24 CFU all’abilitazione.

A partire dall’attuazione della delega legislativa contenuta nell’art. 1, c. 181, lett. b), Legge n. 107/2015 e provv. segg., in particolare il D. Lgs. 59/2017, secondo cui alle procedure di reclutamento potranno prendere parte tutti i candidati in possesso dei titoli di studio (diploma o laurea) validi per l’accesso alle rispettive classi concorsuali: si accede sulla base del solo diploma (ITP) o titolo di Laurea con 24 CFU.

Pertanto, tali titoli rappresentano il requisito sufficiente di accesso a concorsi prima riservati ai docenti “abilitati”, e funzionali addirittura all’immissione in ruolo.

I medesimi titoli legittimano parimenti la partecipazione ai corsi di specializzazione sul sostegno (v. DM 92/19; DM 95/20), prima riservati ai soli abilitati.

Dunque, con tali riforme, è stato di fatto espunto dall’ordinamento l’istituto dell’ “abilitazione”, divenuto recessivo in favore del requisito (ormai) ordinario del possesso congiunto di Laurea o Diploma e 24 CFU.

Pertanto, l’esclusione dalla I fascia GPS/II fascia G.I. dei laureati/diplomati con 24 cfu, che il Ministero fonda ancora sull’assenza della desueta abilitazione, si pone in evidente contrasto al quadro normativo aggiornato.

In tal senso, si stanno esprimendo positivamente vari Tribunali e Giudici del Lavoro, anzitutto il più autorevole Tribunale di Roma, che hanno riconosciuto l’idoneità di tali titoli per l’iscrizione nelle graduatorie per le supplenze riservate agli abilitati (v., ex multis, Trib. Roma, Sentenza del 22.3.2019).

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- CHI PUO’ RICORRERE

Possono aderire al presente ricorso i docenti laureati e diplomati (ITP) che hanno maturato 3 anni di servizio (almeno 180 gg. nel singolo a.s. o servizio continuativo dal 1o febbraio al termine delle operazioni di scrutinio) presso istituti scolastici statali, senza limiti temporali, sia su materia comune, che sul sostegno.

Possono parimenti aderire i docenti laureati o diplomati (ITP), anche senza servizio, in possesso dell’attestato dei 24 CFU.

Quindi, le categorie che possono aderire al ricorso sono:

  • docenti con almeno 3 anni di servizio in istituti scolastici statali, sia su materia comune che sostegno;
  • laureati con 24 CFU (anche senza servizio)
  • diplomati ITP con 24 CFU (anche senza servizio)

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- FINALITA’ DEL RICORSO

Ottenere l’inserimento nella I Fascia delle GPS – Graduatorie Provinciali per le Supplenze e (contestualmente) nella II Fascia delle Graduatorie d’Istituto, nelle classi di concorso d’interesse, anche nel corso dell’anno scolastico, per avere priorità nell’assegnazione di supplenze, anzitutto di più lunga durata.

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- SEDI GIUDIZIALI

Il ricorso verrà promosso in doppia sede.

1) In forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro per l’accertamento del diritto all’inserimento contestuale nelle GPS (I fascia) e nelle Graduatorie d’Istituto (II fascia).

2) In forma collettiva e centralizzata al TAR per contestare l’esclusione dalla I fascia GPS e II fascia di Graduatorie d’Istituto e chiedere l’inserimento nel corso dell’anno scolastico.

E’ opportuno aderire alla doppia azione per avere più possibilità, beneficiando in tal caso di condizioni economiche di maggior favore.

E’ messa a disposizione la domanda/diffida, curata dal legale, da inviare all’Ufficio scolastico provinciale prescelto.

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- TERMINE DI ADESIONE: 30 GENNAIO 2021.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

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3) inviare richiesta di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

 

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RICORSI 24 CFU AL GIUDICE DEL LAVORO PER INSERIMENTO IN I FASCIA DELLE GRADUATORIE PROVINCIALI PER LE SUPPLENZE

RICORSI 24 CFU AL GIUDICE DEL LAVORO PER INSERIMENTO IN I FASCIA DELLE GRADUATORIE PROVINCIALI PER LE SUPPLENZE - ADESIONI: 25 SETTEMBRE 2020.

- LE PREMESSE

Viste le preclusioni derivanti anche dalla nuova Ordinanza n. 60 del 10 Luglio 2020, con cui il Ministero dell’Istruzione ha disciplinato le procedure d’istituzione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e delle Graduatorie d’Istituto per il biennio 2020/2022, si ricorre per consentire ai laureati e diplomati con 24 CFU di veder accertato il proprio diritto ad iscriversi in I fascia delle GPS e (contestualmente) in II fascia di Graduatorie d’Istituto.

- GLI ARGOMENTI

Dal complessivo quadro normativo, è possibile trarre previsioni che equiparano la Laurea con 24 CFU all’abilitazione.

A partire dall’attuazione della delega legislativa contenuta nell’art. 1, c. 181, lett. b), Legge n. 107/2015 e provv. segg., in particolare il D. Lgs. 59/2017, secondo cui alle procedure di reclutamento potranno prendere parte tutti i candidati in possesso dei titoli di studio (diploma o laurea) validi per l’accesso alle rispettive classi concorsuali. Si accede sulla base del solo diploma (ITP) o titolo di Laurea con 24 CFU.

Per la categoria dei laureati, la Laurea con il titolo integrativo dei 24 CFUcostituisce (e costituirà) autonomo titolo di accesso all’insegnamento, equivalente alla pregressa “abilitazione”.

Infatti, ai sensi del combinato disposto degli artt. 5 e 17, D. Lgs. n. 59/2017, risulta già a regime il requisito della Laurea con accessori 24 CFU - crediti in settori formativi psico-antropo-pedagogici e nelle metodologie didattiche regolati dal DM MIUR 616/2017 – come titoli equivalenti all’abilitazione.

Nell’alveo dell’art. 1, comma 110, L. 107/2015, il Legislatore ha inteso ridefinire normativamente l’abilitazione, in specie agli artt. 5 e 17 del D. Lgs. 59/2017, dichiarando ad essa equivalente il possesso di Laurea e 24 CFU.

Tale riconoscimento (di equivalenza al titolo abilitativo) è stato conservato dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145 – 30.12.2018 – G.U. 31.12.2018), che all’art. 1, commi 792/795 (Revisione del sistema di reclutamento dei docenti nella scuola secondaria), non ha apportato modifiche al profilo esaminato, ed anzi ha aggiunto - con riguardo ai prossimi concorsi – che il superamento come “idoneoavrà valore pari all’abilitazione, con conseguente diritto all’inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto.

Tale impianto è stato confermato dal Decreto Legge n. 126 del 29.10.2019 (conv. con Legge n. 159/2019), che ha previsto il nuovo Concorso straordinario per la scuola secondaria, nella parte in cui il mero superamento del concorso riconosce ai titolari dei 24 cfu l’abilitazione all’insegnamento nelle classi di concorso di partecipazione.

Parimenti ha previsto il DM n. 201 del 20.04.2020, che ha attivato il nuovo Concorso Ordinario per la scuola secondaria, secondo cui il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi previsti, costituisce abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso d’interesse.

E’ noto, peraltro, che agli ultimi Cicli di specializzazione sul sostegno, sono stati ammessi docenti Laureati con 24 CFU e docenti ITP senza altri titoli aggiuntivi.

Del resto, tale equivalenza trova giustificazione a livello didattico, atteso che il contenuto dei 24 CFU come disciplinato dal DM n. 616/2017 è funzionale a completare la specializzazione del docente rispetto alle funzioni didattiche da svolgere nei peculiari ambiti disciplinari di: 1) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; 2) psicologia; 3) antropologia; 4) metodologie e tecnologie didattiche generali.

Si tratta, quindi, dei profili disciplinari per l’efficace svolgimento delle funzioni didattiche nella scuola statale che completano e perfezionano il percorso della Laurea.

In tal modo, viene meno l’eccezione secondo cui vi sarebbe una “diversità ontologica” tra i percorsi dell’abilitazione scolastica e quelli della laurea.

Invece, il conseguimento dei 24 CFU ha il fine di eliminare tale presunta ontologica diversità, rendendo equivalenti i percorsi di abilitazione e di laurea, e tale riconoscimento è stabilito da espresse previsioni normative.

In tal senso, si stanno esprimendo positivamente vari Tribunali civili in funzione di Giudici del Lavoro, soprattutto il Tribunale di Roma, più autorevole, che ha stabilito l’idoneità di Laurea e 24 cfu all’ammissione alle procedure concorsuali e graduatorie d’istituto riservate agli abilitati (II fascia di graduatorie d’istituto, ora coincidente con la I fascia GPS) (v., ex multis, Sentenza del 22.3.2019). 

- LE CATEGORIE

Le suddette argomentazioni possono valere anche per i diplomati ITP (e assimilati A066), poiché ai sensi dell’art. 22, D. Lgs. n. 59/2017, i docenti ITP possono accedere alle procedure di reclutamento con il (solo) diploma fino al 2024.

Pertanto, i docenti ITP possono proporre ricorso per entrare in I Fascia GPS e II Fascia di Graduatorie d’Istituto  sulla base del diploma abilitante, e preferibilmente (anche) con i 24 cfu, in via rafforzativa, se acquisiti.

Ricapitolando, le categorie che possono promuovere ricorso sono:

  • Laureati con 24 CFU
  • Diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici) e A066 (Informatica, trattamento testi) con diploma (e – preferibilmente – con 24 CFU se acquisiti)

- SEDI GIUDIZIALI

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro.

Si precisa che se l’interessato/a è in possesso di titoli per due delle categorie sopra elencate, può aderire in doppia categoria a condizioni economiche favorevoli.

E’ messa gratuitamente a disposizione la domanda/diffida, curata dal legale, da inviare prima del ricorso all’Ufficio scolastico provinciale della Provincia prescelta.

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Termine di adesione: 25 SETTEMBRE 2020.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

 

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

   

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RICORSI A066 II FASCIA GPS: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL TAR PER L’INSERIMENTO IN II FASCIA DELLE GRADUATORIE PROVINCIALI PER LE SUPPLENZE

RICORSI A066 II FASCIA GPS: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL TAR PER L’INSERIMENTO IN II FASCIA DELLE GRADUATORIE PROVINCIALI PER LE SUPPLENZE – ADESIONI: 30 GENNAIO 2021.

- LE PREMESSE

E’ particolarmente delicata la questione inerente i docenti della classe A066 – Trattamento testi, dati ed applicazioni – Informatica non già inseriti in precedenza nelle Graduatorie d’istituto.

Anche a seguito dell’Ordinanza n. 60 del 10.7.2020, con cui il Ministero dell’Istruzione ha disciplinato le procedure d’istituzione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e delle Graduatorie d’Istituto per il biennio 2020/2022, non è consentito il nuovo inserimento ai docenti A066.

Infatti, hanno potuto riaggiornare solo i docenti A066 già presenti nelle graduatorie d’istituto di III fascia nel precedente triennio (2017/2020).

Sussiste quindi un ingiusta discriminazione tra chi, già precedentemente inserito, può aggiornare la propria posizione, e chi, a parità di titoli, non essendo già inserito in passato, non può ottenere il nuovo inserimento.

E’ necessario, quindi, agire per ottenere l’inserimento nella II fascia delle Graduatorie per le Supplenze, coincidente con la III fascia delle Graduatorie d’Istituto, anche nel corso dell’anno scolastico.

Finalità del ricorso è l’inserimento nella classe A066 o almeno in quelle affini e di confluenza B016 e/o A041, posto che si è mostrata favorevole alla confluenza sia la prassi dell’amministrazione scolastica, sia il C.S.P.I. - Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (v. Parere del 6.4.2020).

Si segnala la recente vittoria conseguita in materia dal nostro legale, Avv. Giuseppe Buonanno, al Consiglio di Stato con cui si è ottenuto l'inserimento nelle GPS di II Fascia e Graduatorie d'Istituto di III Fascia di docenti della classe A066 che erano stati inizialmente esclusi (per visionare l'articolo CLICCA QUI). 

- CHI PUO’ RICORRERE

Può aderire chi è in possesso di titolo idoneo ad accedere alla classe A066 – Informatica, trattamento testi e non risultava già inserito nelle Graduatorie d’istituto nel precedente triennio.

I Diplomi A066 sono i seguenti: analista contabile; operatore commerciale;operatore turistico; perito aziendale e corrispondente in lingue estere; ragioniere e perito commerciale; ragioniere programmatore; segretariod’amministrazione; tecnico della gestione aziendale; tecnico dei servizi turistici.

- SEDI GIUDIZIALI

Il ricorso verrà promosso in doppia sede.

1) In forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro per l’accertamento del diritto all’inserimento contestuale nelle GPS (II fascia) e nelle Graduatorie d’Istituto (III fascia).

2) In forma collettiva e centralizzata al TAR per contestare l’esclusione dall’aggiornamento delle GPS e delle Graduatorie d’Istituto e chiedere l’inserimento nel corso dell’anno scolastico.

E’ opportuno aderire alla doppia azione per avere più possibilità, beneficiando in tal caso di condizioni economiche di maggior favore.

E’ messa a disposizione la domanda/diffida, curata dal legale, da inviare prima del ricorso all’Ufficio scolastico provinciale prescelto.

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- TERMINE DI ADESIONE: 30 GENNAIO 2021

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e ulteriori dati utili

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3) inviare richiesta di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

 

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RICORSI CONCORSO STRAORDINARIO E PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE SCUOLA SECONDARIA: RICORRONO LE CATEGORIE ESCLUSE, ANCHE I DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO

RICORSI CONCORSO STRAORDINARIO E PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE SCUOLA SECONDARIA: RICORRONO LE CATEGORIE ESCLUSE, ANCHE I DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO – ADESIONE: 25 SETTEMBRE 2020.

CONCORSO STRAORDINARIO

A seguito del D.L. n. 126/2019 (conv. con Legge n. 159/2019) e del successivo BANDO approvato con Decreto Dipartimentale n. 510 del 23.4.2020(pubblicato in G.U. il 28.4.2020), il Ministero dell’Istruzione ha indetto il Concorso Straordinario per la scuola secondaria per l’immissione in ruolo su posti comuni e di sostegno.

Successivamente sono state apportate alcune modifiche tramite il c.d. “Decreto Scuola”, la cui definitiva approvazione è avvenuta il 6 Giugno 2020.

Il Decreto Scuola ha confermato sia il concorso straordinario, sia il relativo Bando, apportando solo alcune modifiche.

In sintesi, la prova scritta si svolgerà con quesiti a risposta aperta computer based, le prove si terranno dopo l’estate, i vincitori di concorso saranno immessi in ruolo nel 2021/2022 ma con decorrenza giuridica dall’1.9.2020.

Inoltre, i posti utili per l’immissione in ruolo sono aumentati da 24.000 a 32.000.

Per il resto, anche relativamente ai requisiti di partecipazione, il concorso ed il Bando restano invariati.

E’ fondamentale, quindi, riuscire a partecipare a tale concorso per conseguire l’immissione in ruolo, visto anche l’ampio aumento di posti disponibili.

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PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE

A seguito del predetto D.L. n. 126/2019 (conv. con Legge n. 159/2019), e del successivo BANDO approvato con Decreto Dipartimentale n. 497 del 21.4.2020 (pubblicato in G.U. il 28.4.2020), il Ministero dell’Istruzione ha indetto anche la Procedura Straordinaria per l’accesso ai percorsi di abilitazione nella scuola secondaria su posto comune.

La procedura in questione è autonoma rispetto al suddetto concorso straordinario per immissione in ruolo, ed ha la finalità esclusiva di consentire ai partecipanti di conseguire l’abilitazione sulla materia comune d’interesse.

In particolare, i partecipanti che conseguono almeno il punteggio minimo  (di 42/60) nell’unica prova (scritta), sono qualificati di diritto come “aspiranti all’abilitazione”, venendo inseriti in un “elenco non graduato” a cui è riservato l’accesso diretto alla procedura semplificata per l’acquisizione del titolo di abilitazione, da disciplinarsi con successivo decreto.

E’ fondamentale, quindi, riuscire a partecipare a tale procedura per la possibile utilità del conseguimento dell’abilitazione.

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REQUISITI ESCLUDENTI

Tuttavia, per entrambe le suddette procedure i requisiti di ammissione sono molto restrittivi, in quanto vi possono partecipare i soli docenti che abbiano maturato, negli anni scolastici dal 2008/2009 al 2019/2020, 3 anni di servizio(almeno 180 gg. o prestato ininterrottamente dal 1o febbraio al termine delle operazioni di scrutinio) presso istituti scolastici di scuola secondaria.

Per il Concorso Straordinario il servizio è valido solo se prestato presso Istituti Scolastici Statali.

Si richiede, inoltre, per entrambe le procedure, che almeno 1 anno di serviziosia stato svolto sulla specifica materia o posto per cui si chiede di partecipare (c.d. “servizio specifico”).

Inoltre, per concorrere sui posti di Sostegno del Concorso Straordinario, è richiesto anche il possesso del titolo di specializzazione sul sostegno.

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CATEGORIE CHE POSSONO ADERIRE AI RICORSI

Alcune categorie sono, quindi, escluse da entrambe le procedure e devono fare ricorso per potervi partecipare.

Si tratta, in particolare, delle seguenti categorie:

1) DOCENTI CON SERVIZIO TRIENNALE SU SOSTEGNO SENZA TITOLO DI SPECIALIZZAZIONE E/O SENZA 1 ANNO SPECIFICO SU MATERIA COMUNE: i docenti che hanno maturato 3 anni di servizio solo sulla materia del sostegno, ma sono privi del titolo di specializzazione sul sostegno e/o di 1 anno di servizio specifico sulla materia comune d’interesse; per tale categoria si attivano i ricorsi per consentire (1) sia la partecipazione al concorso straordinario su posti di sostegno e/o anche su materia comune, (2) sia la partecipazione alla procedura straordinaria di abilitazione sulla materia comune; si ritiene, infatti, illegittima la richiesta del titolo di specializzazione e dell’anno di servizio specifico, tenuto conto che: (1)le possibilità per gli interessati di iscriversi ad un corso di specializzazione sul sostegno sono state finora quasi inesistenti; (2) il recente DL n. 22/2020 ha riconosciuto particolare valenza al servizio triennale sul sostegno disponendo, per i docenti che lo hanno maturato, l’accesso diretto alla prova scritta dei corsi di specializzazione sul sostegno; (3) gli incarichi d’insegnamento sul sostegno sono stati finora conferiti tramite scorrimento di graduatorie relative a posti comuni; (4)il C.S.P.I. (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) ha espressamente contestato, nel Parere del 6.4.2020, l’ulteriore richiesta del titolo di specializzazione e dell’anno di servizio specifico per i docenti che hanno già maturato 3 anni di servizio sul sostegno; (5) la recente Sentenza del Consiglio di Stato n. 4167 del 30.6.2020 ha riconociuto al servizio triennale, in generale, particolare valenza equiparata all’abilitazione e peculiare idoneità di accesso a qualsiasi procedura concorsuale, dovendosi perciò ritenere illegittima la richiesta di ulteriori requisiti;

2) DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO: i docenti, laureati o diplomati, che possono dimostrare due anni di servizio in scuola secondaria conseguiti nell’arco temporale 2008/2020; tale categoria può ricorrere, sia per partecipare al concorso straordinario, sia per partecipare alla procedura straordinaria di abilitazione, sulla base di un interpretazione “costituzionalmente orientata che rende censurabile l’evidente discriminazione attuata nei confronti dei docenti di scuola secondaria con 2 anni di servizio rispetto ai docenti della scuola infanzia e primaria, che hanno potuto partecipare al Concorso Straordinarioindetto con DDG MIUR del 7.11.2018 (pubbl. in Gazz. Uff. il 9.11.18)con soli 2 anni di servizio; la violazione è tanto più grave se si considera che i docenti di infanzia e primaria vi hanno partecipato ai fini dell’immissione in ruolo; si ritiene, inoltre, ampiamente contestabile la preclusione per i docenti di scuola secondaria con servizio biennale, se si considera la giurisprudenza amministrativa in tema di PAS, che ha ritenuto illegittima, per procedure di tipo concorsuale e/o abilitativo, la richiesta di periodi di servizio superiori a 2 anni; si consideri, inoltre, che in occasione del suddetto concorso straordinario per infanzia e primaria, la giurisprudenza amministrativa ritenne congruo e ragionevole un periodo di servizio biennale, addirittura ai fini dell’immissione in ruolo.

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COSTI

L’importo di adesione ai singoli ricorsi è di particolare favore.

Si evidenzia che se l’interessato/a aderisce congiuntamente sia al ricorso per accedere al Concorso Straordinario per l’immissione in ruolo, sia al ricorso per accedere alla Procedura Straordinaria per il conseguimento dell’abilitazione, verserà per il secondo ricorso solo metà della quota di adesione.

In caso di eventuali gruppi di docenti interessati ad aderire unitariamente, al singolo ricorso o al doppio ricorso, si applica ulteriore riduzione.

Si informano gli interessati che si mettono gratuitamente a disposizione per ambo i ricorsi le domande sostitutive di partecipazione con apposite istruzioni per compilazione e invio, curate dettagliatamente dal legale, da inviare prima del ricorso agli Uffici scolastici competenti.

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I ricorsi verranno presentati con Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica con successiva trasposizione al TAR, e/o con ulteriore azione specifica sempre al TAR.

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Termine di adesione: 25 SETTEMBRE 2020.

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RICORSO MOBILITA’ SCUOLA 2020: SI RICORRE AL TAR AVVERSO IL VINCOLO QUINQUENNALE PER GLI ASSUNTI “FIT” A.S. 2019/2020 – CON LA COLLABORAZIONE DELL’AVV. PROF. PAOLO CLARIZIA

RICORSO MOBILITA’ SCUOLA 2020: SI RICORRE AL TAR AVVERSO IL VINCOLO QUINQUENNALE PER GLI ASSUNTI “FIT” A.S. 2019/2020 – CON LA COLLABORAZIONE DELL’AVV. PROF. PAOLO CLARIZIA - ADESIONE: 23 MAGGIO 2020.

PREMESSE/ARGOMENTI

Con l’Ordinanza n. 182 del 23 marzo 2020 il Ministero dell’Istruzione ha attivato le operazioni di “mobilità” del personale docente per l’a.s. 2020/2021.

All’art. 1, comma 3, l’Ordinanza prevede la permanenza “per almeno altri quattro anni” nella medesima sede di immissione in ruolo dei docenti assunti tramite il concorso riservato ex. DDG MIUR n. 85/2018, c.d. “FIT”.

Il vincolo di permanenza diviene “quinquennale” considerando la sommatoria del suddetto periodo quadriennale con il periodo annuale di formazione e prova già svolto da tali docenti e strumentale alla definitiva assunzione in ruolo secondo la disciplina del FIT.

In realtà, tale vincolo non si applica a tutti i docenti assunti dalle graduatorie del concorso riservato FIT.

Infatti, la previsione citata ha determinato una grave discriminazione all’interno dell’ampia categoria degli assunti FIT, tra coloro che hanno beneficiato dell’immissione in ruolo già dall’a.s. 2018/2019 in virtù di graduatorie di merito approvate entro il 31.8.2018, e coloro che sono stati assunti con decorrenza dall’a.s. 2019/2020 in virtù di graduatorie di merito approvate successivamente al 31.8.2018.

A tale ultima sub-categoria, pregiudicata dalla tardiva approvazione delle graduatorie d’interesse, ed a cui il DM n. 631 del 25.9.2018 aveva “congelato” i posti di spettanza in attesa della decorrenza del contratto di assunzione dall’1.9.2019, si applica (purtroppo) il vincolo di permanenza quinquennale presso la sede iniziale di assunzione, a differenza dei docenti assunti dall’a.s. 2018/2019 esonerati da tale vincolo.

E’ evidente la gravità della discriminazione attuata, atteso che gli assunti FIT a.s. 2019/2020 sono esclusi a priori dalle operazioni di mobilità e per un periodo particolarmente esteso di ben 5 anni.

E’ possibile quindi ricorrere al TAR per contestare tale preclusione, sulla base di un interpretazione costituzionalmente orientata del quadro normativo esposto, conformemente a principi generali di derivazione costituzionale ed europea/comunitaria.

L’Ordinanza sulla mobilità appare altresì impugnabile in sede amministrativa trattandosi, sotto il profilo considerato, di atto di macro-organizzazione, con efficacia nazionale e produttivo di effetti immediatamente “escludenti” (v., in senso favorevole, Consiglio di Stato, Sent. n. 968/2019 e Sent. n. 8472/2019).

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CHI PUO’ RICORRERE:

I DOCENTI IMMESSI IN RUOLO DA GRADUATORIA DEL CONCORSO RISERVATO “FIT” – DDG N. 85/2018 APPROVATA DOPO IL 31.8.2018 IL CUI RAPPORTO CONTRATTUALE HA AVUTO DECORRENZA DALL’A.S. 2019/2020.

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ALTA SPECIALIZZAZIONE

Si offre un alto grado di specializzazione, infatti l’azione verrà promossa con la collaborazione del Prof. Avv. Paolo Clarizia, già Presidente dell’Associazione dei Giovani Amministrativisti e socio/componente di uno dei più rinomati studi legali italiani di diritto amministrativo (Studio Legale Clarizia).

Pertanto, il ricorso sarà promosso al TAR congiuntamente dall’Avv. Giuseppe Buonanno e dall’Avv. Prof. Paolo Clarizia.

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Termine di adesione: 23 MAGGIO 2020.

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RICONOSCIMENTO ABILITAZIONI ESTERE: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER OTTENERE ANCHE L’INSERIMENTO IN II FASCIA

RICONOSCIMENTO ABILITAZIONI ESTERE: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER OTTENERE ANCHE L’INSERIMENTO IN II FASCIA – ADESIONE ENTRO: 30 DICEMBRE 2019.

LE PREMESSE

E’ nota e particolarmente delicata la questione inerente il riconoscimento dei titoli di abilitazione conseguiti all’estero ex. D. Lgs. n. 206/2007, in special modo in Romania e Bulgaria.

In tali casistiche, il MIUR, oltre ad aver tenuto una condotta particolarmente inerte, ha in vari casi comunicato il diniego del riconoscimento del titolo estero, così pregiudicando una legittima e consolidata aspettativa (infatti, tali docenti, in virtù dell’istanza di riconoscimento presentata, avevano potuto accedere alle prove del concorso FIT indetto con DDG MIUR n. 85/2018).

Le motivazioni dei dinieghi appaiono generiche ed infondate, visto che, come desumibile dal caso esemplificativo delle abilitazioni conseguite in Romania, su cui il MIUR ha diramato la nota informativa n. 5636 del 2.4.2019, il titolo estero non sarebbe riconoscibile in Italia per valutazioni negative meramente interne allo Stato estero.

Tale contenzioso al TAR, sui dinieghi e avverso la suddetta nota, si sta risolvendo in un nulla di fatto, avendo il TAR perlopiù richiesto peculiari adempimenti istruttori al MIUR, rimasti inevasi.

E’ pertanto opportuno diversificare il tipo di azione per consentire comunque ai docenti che hanno conseguito tali titoli esteri di trarne ogni utilità, ricorrendo non solo avanti al Giudice Amministrativo ma anche al Giudice del Lavoro per ottenere l’accertamento del valore abilitante del titolo e l’inserimento in II fascia di Graduatorie d’istituto.

GLI ARGOMENTI

Alla luce dei chiari principi delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, i motivi di diniego sono del tutto irrilevanti, oltre che lesivi del principio del mutuo riconoscimento.

I principi di natura comunitaria, infatti, sufficientemente delineati e, quindi, immediatamente attuabili negli Stati membri, prevedono che il titolo estero debba produrre medesimi effetti abilitativi nello Stato di residenza del soggetto straniero che ha conseguito il titolo.

Ogni ulteriore valutazione negativa interna al singolo Stato membro non può avere rilevanza giuridica ostativa.

Il ricorso si rende necessario anche per tutelare la condizione favorevole eventualmente conseguita nel Concorso straordinario FIT – DDG 85/18, in cui il docente in attesa del riconoscimento del titolo estero ha potuto svolgere le prove ed essere inserito con riserva in graduatoria, per prevenire il possibile depennamento da tale graduatoria.

L’azione, tuttavia, non verterà sulla contestazione del diniego o della nota, ma sul riconoscimento del titolo abilitante ai fini dell’inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto, in occasione dell’aggiornamento semestrale delle Graduatorie d’Istituto disposto con Decreto MIUR n. 1458 del 9.10.2019.

E’ possibile, infatti, utilizzare argomentazioni affini a quelle su cui si stanno esprimendo positivamente vari Tribunali civili in funzione di Giudici del Lavoro, soprattutto il Tribunale di Roma, sia ai fini dell’ammissione alle procedure concorsuali riservate agli abilitati, sia dell’iscrizione in II fascia di graduatorie d’istituto.

CHI PUO’ RICORRERE

Può aderire al ricorso il docente in possesso di titolo estero di valore abilitante che ha presentato istanza di riconoscimento al MIUR e ha ricevuto il diniego del riconoscimento in via individuale o per effetto del rinvio alla sopra citata Nota del 2.4.2019.

OBIETTIVO

La finalità è quella di ottenere possibilmente pronunce positive entro il prossimo aggiornamento delle graduatorie d’istituto, previsto nella prima parte del 2020, così da poterle spendere utilmente ai fini della permanenza in II fascia anche nel prossimo periodo triennale di aggiornamento delle graduatorie d’istituto. 

SEDI GIUDIZIALI

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro e contestualmente al Giudice Amministrativo.

E’, quindi, possibile aderire contestualmente sia al ricorso al Giudice del Lavoro che al ricorso al Giudice Amministrativo, fruendo di condizioni economiche di estremo vantaggio.

E’ tuttavia possibile aderire solo al ricorso al Giudice del Lavoro o solo al ricorso al Giudice Amministrativo.

Sarà messa gratuitamente a disposizione la domanda di II fascia, con relativa autocertificazione degli istituti scolastici prescelti, da inviare prima del ricorso alla Scuola Capofila, unitamente ad apposite istruzioni per compilazione e invio.

ALTA SPECIALIZZAZIONE

A fini rafforzativi delle azioni da promuovere, per offrire un alto grado di specializzazione, si precisa che, unitamente all’Avv. Giuseppe Buonanno, il ricorso innanzi al Giudice del Lavoro sarà promosso con la collaborazione di avvocato esperto del rito processuale del lavoro e di questioni scolastiche. 

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E’ opportuno aderire entro il 30 DICEMBRE 2019.

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REINSERIMENTO GAE: CHIUNQUE RISULTI ESCLUSO DAL NUOVO AGGIORNAMENTO PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE IL REINSERIMENTO IN GAE

REINSERIMENTO GAE: CHIUNQUE RISULTI ESCLUSO DAL NUOVO AGGIORNAMENTO PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE IL REINSERIMENTO IN GAE – ADESIONE ENTRO: 25 MARZO 2020.

A seguito della pubblicazione del DM 374 – 24.4.2019 di aggiornamento delle GAE per il triennio 2019/2022, è emersa l’impossibilità, per numerosi docenti depennati dalle GAE per non aver presentato domanda di permanenza/aggiornamento, di formulare, in occasione del presente aggiornamento triennale, domanda di reinserimento tramite la modalità online, a causa di un anomalia tecnica imputabile al MIUR.

Va premesso che ha pieno diritto al reinserimento in GAE chi è stato/a iscritto/a nelle Graduatorie Permanenti ante GAE o nelle successive GAE e non ha presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni immediatamente successivi, venendo depennato.

Tale diritto è stato riconosciuto dalla giustizia amministrativa e del lavoro con plurime decisioni, nonché dal nuovo Decreto MIUR di aggiornamento delle GAE (v. art. 1).

Tuttavia, numerosi interessati, pur potendo accedere alle funzioni Polis, sono stati impossibilitati materialmente, a causa di un anomalia tecnica imputabile al MIUR, a formulare la domanda di reinserimento tramite modalità online, poiché il sistema ha bloccato la compilazione della domanda.

A fronte di ciò il MIUR ha genericamente comunicato di rivolgersi all’USP competente, ma senza autorizzare l’inoltro della domanda con modalità sotitutiva e senza offrire una concreta soluzione tecnica a livello nazionale.

Infatti, nonostante tale grave carenza, il MIUR nel Decreto n. 374/19 non ha previsto la possibilità di presentare domanda con modalità sostitutiva rispetto a quella online, anzi affermando l’inammissibilità delle domande presentate con modalità diversa da quella online (v. art. 9, comma 4).

ARGOMENTI

Invece, come profusamente illustrato dalla giurisprudenza (v. Tar Lazio Roma, Sentenza del 10.9.2018 n.9230; Sentenza dell’8.8.2018 n. 8902), vi deve essere l’obbligatoria previsione di modalità cartacee (PEC o Racc. A/R) di presentazione delle istanze nei casi di contestuale previsione di modalità telematiche eventualmente stabilite con atti generali o simili, non potendosi escludere la contestuale possibilità di invio dell’istanza secondo i metodi tradizionali (PEC o Racc. A/R), specie qualora, come nel presente caso, le modalità informatiche non siano idonee stante la particolare ipotesi in cui versi l’interessato.

SI SEGNALA, A CONFERMA DELLA FONDATEZZA DI TALI ARGOMENTI, LA NOSTRA VITTORIA RECENTEMENTE CONSEGUITA IN MATERIA (per leggere l'Articolo CLICCA QUI)
 
 

CHI PUO’ ADERIRE AL RICORSO:

1) DEPENNATI: coloro i quali erano a qualsiasi titolo inseriti nelle Graduatorie Permanenti anteriori alle GAE o nelle successive GAE e sono stati depennati per non aver presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni successivi, ed hanno interesse ad ottenere il reinserimento in GAE in occasione del presente aggiornamento per il triennio 2019/2022 previsto dal DM MIUR n. 374 del 24.4.2019, ma sono stati impossibilitati a formalizzare la domanda tramite le funzioni Polis – istanze online a causa di un inefficienza della piattaforma telematica del MIUR che non riconosceva i loro dati;

2) INSERITI CON RISERVA: coloro i quali sono inseriti con riserva in GAE, in attesa di conseguire l’abilitazione o la conclusione di un ricorso giurisdizionale o di un ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, ed hanno interesse ad ottenere la permanenza in GAE e/o il trasferimento con riserva in altra Provincia per il triennio 2019/2022, ma sono stati impossibilitati a formalizzare la domanda tramite le funzioni Polis – istanze online a causa di un inefficienza della piattaforma telematica del MIUR che non riconosceva i loro dati;

3) ALTRI DOCENTI CON MEDESIMO PROBLEMA: gli altri docenti che in merito alle domande di aggiornamento delle GAE previste dall’art. 1 e segg. del DM 374/19 hanno avuto il medesimo problema.

- SEDE GIUDIZIALE

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva centralizzata presso il Giudice del Lavoro, a condizioni economiche di estremo vantaggio.

Sarà messa a disposizione la Domanda/Reclamo da inviare prima del ricorso all’Ufficio Scolastico Provinciale d’interesse.

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TERMINE DI ADESIONE: 25 MARZO 2020.
 
SI PRECISA CHE PER IL PRESENTE CICLO DI RICORSO NON VI SARANNO ALTRE PROROGHE, PER CUI CHI E' INTERESSATO DEVE ADERIRE ENTRO E NON OLTRE IL 25 MARZO 2020 (DIVERSAMENTE DOVRA' ATTENDERE L'ATTIVAZIONE DI UN SUCCESSIVO CICLO DI RICORSO).   
 

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